07/06/2022

Guida pratica alla digitalizzazione

Guida alla digitalizzazione

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Innovazione digitale

La spinta digitale è arrivata prepotente in tutte le aziende.

C’è chi ha risposto investendo in strumenti e chi invece ha preferito investire in risorse umane, implementando team tecnici con professionisti IT con skills di valore nella speranza che sapessero trainare tutta l’organizzazione in un processo di rivoluzione di sicura efficacia (e che nel frattempo sapessero far fruttare i soldi spesi in hardware e licenze software in modo da far ripartire il business).

C’è chi tra queste aziende ha vinto la scommessa, stabilendo strategicamente come ripartire il budget ed il capitale umano e c’è chi invece ancora si chiede come mai quella persona che sembrava così perfetta sulla CV poi alla fine non ha portato il ROI atteso.

 

Ma cosa definisce il successo di un percorso di innovazione digitale di una azienda?

Il caso Novartis

Nel decennio scorso Novartis, colosso farmaceutico svizzero, ha investito pesantemente nella trasformazione digitale. Mentre trasferiva tutta l’infrastruttura su cloud, reclutava specialisti di AI e data scientist per costruire modelli di apprendimento delle macchine e replicare il modello su tutta l’organizzazione. I risultati però furono solamente successi occasionali, la maggior parte dei progetti non davano i risultati sperati.

Dove stava il problema?

Il fatto è che data scientist ed esperti tecnologici, proprio in quanto tali, non erano in grado di realizzare l’innovazione a tutto tondo e quindi si è iniziato ad abbinare analisti di dati a manager esperti che sapevano esattamente dove occorrevano miglioramenti in termini di efficienza e performance.

Il lavoro team inizio a dare i primi timidi frutti e fu così che Novartis decise di investire sempre di più nelle persone per promuovere l’innovazione, accogliendo in un numero sempre maggiore di team le metodologie agili.

L’accelerazione a questo punto fu molto rapida, aprendo la strada a moltissimi progetti di innovazione che hanno permesso la democratizzazione dell’accesso ai dati e della tecnologia a tutte le BU portando l’innovazione nel DNA dell’azienda.

I driver del successo

Qual’è la lezione che possiamo trarre?

Che niente è più democratico della trasformazione digitale: perché sia portata a termine con successo, deve coinvolgere le persone e le loro necessità prima che gli strumenti.

Si potrebbe ulteriormente riassumere dicendo che per facilitare l’innovazione, le imprese devono creare sinergia in tre aree organizzative:

  • Capacità: le organizzazioni devono investire anche nello sviluppo di agilità di processo e più in generale di una cultura che incoraggi la sperimentazione generalizzata e frequente;
  • Tecnologia: le imprese devono fare in modo che la tecnologia impiegata sia semplice da utilizzare e accessibile per i tanti dipendenti non-tecnici che partecipano agli sforzi di innovazione
  • le capacità umane e la tecnologia devono lavorare in sinergia per alimentare l’innovazione e questo richiede una architettura -sia a livello tecnico che organizzativo- che supporti la condivisione, l’integrazione e la normalizzazione dei dati in modo trasversale rispetto ai silos tradizionale.

Il mindset digitale

Imparare nuove competenze è essenziale per la trasformazione digitale, ma non basta.

I dipendenti devono essere motivati a usare le proprie competenze per creare nuove opportunità.

La trasformazione -e in generale qualsiasi cambiamento- incontrano spesso la resistenza di alcuni elementi del team.

La matrice di adozione

Ed ecco che entra in gioco il mindset digitale: il coinvolgimento di tutti quanti nel valutare i benefit oggettivi che ciascun elemento del team può trarre nell’adozione di una nuova forma mentis è importantissimo per fare si che anche ai primi risultati fallimentari -inevitabili- non si inneschi una “retromarcia” verso il vecchio modello.

Nel gennaio 2020, la necessità di sviluppare urgentemente un vaccino contro Covid 19 ha dimostrato a Moderna quanto i processi ben strutturati siano fondamentali per sostenere e supportare la digitalizzazione e rendere il team agile: pochi mesi dopo l’inizio della pandemia, il team è stato in grado di costruire 20 algoritmi diversi per la realizzazione del vaccino e terapie e stava già lavorando su tante altre applicazioni di prevenzione e cura.

Sistemi e processi che lavorano in modo sinergico hanno permesso di sfruttare al massimo le soluzioni digitali preesistenti e trovare il tempo di costruirne di nuovi.ev

Da dove iniziare?

Fatte tutte queste premesse, la domanda sorge spontanea: da dove si parte per digitalizzare una azienda in modo efficace e sostenibile?

La sfida è cercare di raccogliere più dati possibile in tempo reale, costruirne un network per permetterne la lettura e costruire un vantaggio dando ascolto a tutti i componenti del team.

  1. Sviluppa una strategia sui datagraph: chiediti quali dati effettivamente portano un vantaggio competitivo e concentrati su quelli;
  2. Crea un clima di fiducia: raccogliere i dati dei clienti è una grandissima responsabilità. Trasparenza e chiarezza sono alla base di tutto;
  3. Ridisegna le strategie con un approccio agile: niente è eterno, fai in modo di rendere agile il tuo business e la tua strategia per allinearti al mercato minimizzando il time to market

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Alessia Grandis

CEO Open Service Srl