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Dopo un mese di lockdown, facciamo il punto su alcuni numeri interessanti che riguardano gli acquisti degli italiani (e non solo) durante l’isolamento.

Come è cambiata la nostra spesa? Quali sono i fattori che determinano la scelta d’acquisto?

I consumatori italiani nel lockdown

 

I consumatori che approcciano gli acquisti on line in questo periodo si aspettano, come condizione minima di valutazione tra gli store, la presenza di due elementi ritenuti fondamentali: la possibilità di scegliere tra più modalità di pagamento e la possibilità di usufruire di servizi gratuiti, primo fra tutti la consegna a domicilio.

Guardando ancora più nel dettaglio al comportamento degli italiani, secondo quanto riportato da GlobalWebIndex nella terza settimana di marzo, quasi la totalità della popolazione afferma di aver incrementato l’uso dei propri mobile devices – rispetto al periodo che ha preceduto questa emergenza da Coronavirus. Non a caso, per esempio Whatsapp, è diventato uno dei principali strumenti di comunicazione e condivisione delle notizie tra gli utenti.

In aggiunta, si è registrato un incremento nell’interesse verso i contenuti legati alla sfera dell’intrattenimento e del tempo libero, viste le circostanze di lockdown.

Come si traduce tutto questo in ottica retail?

 

In un maggior traffico verso i website appartenenti non soltanto al mondo dello streaming e del gaming ma, ad esempio, anche alla categoria Home & Fashion, che ha registrato un +24.4% nella settimana 16-22 marzo rispetto a quella precedente (Fonte: engage.it).

Come ben sappiamo i numeri più alti di fatturato in questo periodo vengono registrati dalla GDO – anche se i principali colossi della grande distribuzione organizzata non sempre riescono a fronteggiare gli elevati tassi di domanda
[per saperne di più leggi il nostro articolo Dopo il lock down pubblicato di recente]. 

D’altra parte però gli italiani hanno aumentato i propri acquisti online per tutto ciò che riguarda, ovviamente, l’igiene della persona ma anche l’elettronica e l’abbigliamento.

Questo significa che le percentuali di maggior traffico ai siti web di cui abbiamo parlato sopra si traducono poi in acquisti effettivi.

In questo contesto, risulta inoltre essere incredibilmente significativo il fatto che per ben il 75% degli utenti sia la prima volta che compra da un e-commerce. Tale canale viene infatti sfruttato nel nostro Paese soltanto per il 7% degli acquisti – al contrario di quanto accade, per esempio, in Gran Bretagna dove la percentuale si attesta attorno al 30.

Preferenze di acquisto e nazionalità

 

E’ interessante vedere che anche in questo particolare periodo, gli acquisti sono guidati dalle preferenze e dai gusti dei consumatori a seconda della nazione di riferimento.

Come messo in luce da uno studio sui trend globali durante il Covid19, più del 90% degli italiani ha acquistato scorte di pasta; circa la stessa percentuale dei cinesi ha comprato stock di riso; 2 inglesi su 3 lo hanno fatto invece per il .

Andando ancora più nel dettaglio sui prodotti soggetti al cosiddetto “effetto stock” in Italia, secondo quanto riportato da Nielsen (per la seconda settimana di marzo) troviamo: farina (+186,5%), uova di gallina (+53,7%), latte UHT (+34,1%), surgelati (+6,8%), conserve animali (+32,1%), burro (+79,7%), conserve rosse (+50,8%), pasta (+22,6%), riso (+37,9%) e caffè macinato (+21,5%). I dati sono confermati da quanto riportato anche dall’indagine condotta da Coldiretti, secondo la quale la farina sarebbe il prodotto più acquistato dagli italiani.

I brand invece legati al mondo del beauty e personal care stanno assistendo ad un trend negativo per i prodotti come make up, profumi, dermocosmesi e tutto ciò che è connesso alla cura del viso. 

Soprattutto per loro, sarà quindi fondamentale riflettere sulle strategie di retail marketing da mettere in atto fin da subito in previsione della riapertura.
Quel momento rappresenterà infatti una grossa opportunità – visto il certo desiderio da parte dei consumatori di dedicarsi alla cura del sé.

La contrazione di acquisti per questo settore non riguarda comunque soltanto l’Italia ma è ormai diffusa a livello globale, tant’è vero che stando alle stime di Cosmetica Italia: “la domanda di bellezza a livello mondiale dovrebbe ridursi del 20%” entro la fine del 2020.

Infine, riportiamo che c’è stato anche un incremento generale nell’attenzione alle modalità di gestione della spesa. Con il lock down ed il blocco dell’intero Paese, si è annullata la differenza tra i giorni infrasettimanali e il sabato – permettendo in questo modo di distribuire i flussi di acquisto durante tutta la settimana.

Ulteriori insights: Pet care & food

 

Aggiungiamo al nostro quadro complessivo anche la categoria di prodotti appartenenti al Pet Care & Food. 

Come possiamo vedere dal grafico sottostante, il mese di marzo ha visto una crescita esponenziale negli acquisti legati agli animali domestici, con un +679% e un +995% per il solo mondo dei cani – rispetto alla media di acquisti registrata a gennaio. 

Anche questo settore, dimostra grandi potenzialità nell’online e, di certo, può beneficiare dell’implementazione di strategie digitali studiate per soddisfare le necessità del relativo target e migliorare ulteriormente le performance degli e-commerce in questione.

Vuoi saperne di più sui trend di acquisto dei consumatori per il tuo settore? Hai bisogno di un supporto per la tua strategia di marketing?

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Fonti: Forbes, Criteo

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