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La nostra vita post Covid-19

 

Buttiamo per un attimo il cuore e la mente oltre alla tempesta di questi giorni e guardiamo al post apocalisse.

Come sarà la nostra vita dopo il blocco? A questa domanda, potremo rispondere [ci auguriamo] molto presto.

Nel frattempo fermiamoci a ragionare su quali saranno i primi passi che muoverà il contesto economico per effetto del radicale cambiamento della società al quale stiamo già assistendo.

Partiamo con una analisi sul consumatore.

Fino a poco tempo fa, si parlava senza sosta della Gen Z e di come questa avrebbe rivoluzionato lo schema del comportamento d’acquisto in virtù della loro alta digitalizzazione.

Se c’è una cosa che abbiamo visto e sperimentato sulla nostra pelle in questi giorni è che tutti siamo stati costretti ad evolvere verso il digitale, anche le fasce di consumatori che fino a ieri non rappresentavano un target on line.

Acquisti on line e spesa a domicilio sono parte fondamentale della nostra nuova quotidianità e, una volta che le autorità ci avranno concesso la “libertà vigilata”, la domanda da porsi è: torneremo ad affollare i corridoi dei supermercati? No, con tutta probabilità non sarà così. 

Sia per via delle regole sull’apertura scaglionata che sicuramente verranno imposte dalle autorità competenti che per effetto della paura e della diffidenza che sarà ormai radicata in tutti.

Continueremo a guardarci l’un l’altro con sospetto, evitando ancora per molto tempo qualsiasi assembramento ma questo non fermerà la spinta positiva che sicuramente muoverà gli acquisti.

In questi giorni di quarantena, almeno una volta, ognuno di noi ha pensato “quando tutto questo finirà, farò….” oppure “dopo tutto quel che ho passato in questi giorni, mi merito un regalo” e se a questo desiderio di positività sommiamo la felicità che avrà sulla nostra mente l’annuncio che finalmente potremo riconquistare un pezzo della nostra libertà ecco che iniziamo a parlare di “Effetto lipstick”.

La scelta del nuovo consumatore: piccole realtà o grandi catene?

 

L’inevitabile ripresa degli acquisti ancora una volta vedrà l’on line come volano e i primi segnali saranno visibili ancora una volta dalle piccole e medie realtà di commercianti, che potranno ancora contare sui nuovi clienti acquisiti in questi giorni attraverso le consegne a domicilio e gli ordini tramite whatsapp o i social.

Tutto questo a patto che nel tempo continuino a:

  • 1) Mantenere vivi i canali social
  • 2) Fornire qualità dei prodotti
  • 3) Coccolare i propri clienti

I risultati saranno tanto più evidenti e veloci, tanto più si saranno fatte oggi le giuste scelte.

Sei un piccolo o medio commerciante?

 

Ecco le 3 cose da fare subito.

1) Se una volta ripresa la normale attività sai già che non potrai avere il giusto tempo da dedicare ai social, è importante definire ora di farsi aiutare da degli esperti. Non significa buttare soldi, ma investire su una attività che ti sarà di sicuro rendimento perché già avviata.

2) Inizia a registrare i nominativi che hai raccolto in questi giorni di pandemia e utilizza i dati per poter creare una base di clienti da coccolare post (se sai già fin da ora che Alessia compra tutte le settimane gli stessi articoli, potrai stupirla con una offerta di consegna settimanale della sua spesa anche post).

3) Abbiamo capito che quantità e qualità non vanno sempre d’accordo. Domani sarà ancora più chiaro agli occhi dei consumatori chi ha lavorato con cura e passione fornendo in questi giorni di difficoltà i prodotti del cuore.

E i grandi player?

Queste giornate di acquisti on line sono stati un ottima palestra per i tuoi social ed il tuo ecommerce e sicuramente hanno evidenziato delle falle nel sistema.

Abbiamo assistito ad accessi alla spesa on line con la lista di attesa (Carrefour), user experience rallentata da server non performanti e processi d’acquisto con possibilità di conoscere la prima slot di consegna dopo 20 giorni solamente dopo aver completato il carrello (Esselunga).

Abbiamo visto le criticità legate alla poca capillarità dei servizi di consegna a domicilio soprattutto lontani dai centri urbani e alla poca affidabilità nei rifornimenti.

Per mesi i massimi esponenti retailer hanno parlato di investimenti in Block chain, sistemi di Intelligenza Artificiale e software per la gestione della cross canalità ma la realtà ci ha dimostrato che Facebook in mano al piccolo alimentari di quartiere è stato mille volte più efficiente.

Hai ancora dubbi su come mettere in atto una strategia di retail marketing per la tua piccola/media realtà?

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