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Ti è mai capitato di pensare “quella canzone fa proprio venir voglia di comprarsi un maglione di lana”? Oppure ancora “le luci in camerino di quel negozio mi fanno sembrare uno zombie”. Si tratta di sensazioni o c’è un fondamento scientifico di base?

Retail design: luci, scaffali e musica influenzano le vendite?

 

Il rapporto “Osservatorio innovazione digitale nel Retail” dello scorso febbraio ha dimostrato come la progettazione degli spazi di un punto vendita possano veramente influire sulle decisioni d’acquisto e sull’engagement del consumatore.

In quanto facilitatore di interazione tra il brand ed il suo cliente, lo store in questi ultimi anni ha visto una evoluzione importante del suo scopo.

Progettare un negozio oggi non significa solamente realizzare il lay-out dello store, o ciò che è apprezzabile visivamente, ma significa coordinare una serie di attività per comunicare un chiaro messaggio: il valore del brand e la sua filosofia aziendale.

 

Cosa si aspetta di trovare in negozio il consumatore?

 

Sostanzialmente tre cose:

1) vivere esperienze sempre più ricche al suo interno: emozioni e sensazioni da ricordare, momenti unici e piacevoli

2) valorizzare il tempo che passa in negozio attraverso servizi esclusivi ed attività ludiche: si sta scoprendo sempre di più il valore del tempo, risorsa sempre più scarsa dell’uomo moderno, quindi il poco che possiamo dedicare a noi o ai nostri cari attraverso gli acquisti deve essere necessariamente di valore.

3) non sentirsi spettatore passivo di uno spot pubblicitario, ma attivo ed interattivo: vuole poter lasciare feedback, recensioni e dire la propria. Magari coinvolgendo parenti, amici o la propria community social.

 

Quali sono gli elementi sui quali possiamo giocare per rinnovare il negozio e migliorare le vendite?

 

Il retail design è un mondo in continua evoluzione e molto dipende anche dal tipo di prodotto che offriamo e dal target al quale ci rivolgiamo.

Prima di investire sul rinnovo dei negozi, è fondamentale avere una buona analisi di partenza che ci aiuti a capire meglio che tipo di esperienza vogliamo offrire ai nostri clienti e come possiamo rendere il tempo di permanenza nei nostri punti vendita il più piacevole possibile.

Un buon esempio di come però a volte basti davvero poco a creare una “buona impressione” è la ricerca condotta dalla giornalista del Sun Lauren Windle lo scorso anno.

L’esperimento di Lauren Windle spiega come il retail design influenza il comportamento del consumatore

 

Lauren, giornalista inglese e TEDx speaker, ha deciso di condurre un test su quanto le luci influiscono nell’acquisto in negozio: ha indossato lo stesso abito in camerini diversi all’interno di catene di abbigliamento low cost famose.

Il risultato lo puoi vedere nell’immagine qui sotto

Stesso abito, stessa modella, ma risultati veramente molto diversi: a seconda delle luci che troviamo in camerino il percepito di noi stessi varia, così come varia il feedback rispetto ad un determinato outfit.

E’ stato inoltre dimostrato poi che le luci influiscono anche sull’aspetto emozionale della persona: i risultati ottenuti con l’esperimento della catena tedesca Gerry Weber parlano chiaro. Dopo il rinnovo del sistema di illuminazione hanno registrato un aumento dell’attenzione all’interno del negozio, una diminuzione dello stress ed un incremento del fatturato del singolo negozio del 10%

Esistono altri elementi sui quali puntare per rinnovare il negozio?

Come generare più vendite nei negozi fisici?

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