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Come saranno i consumatori di domani? A quali stimoli risponderanno? Quali principi spingeranno l’impulso all’acquisto (e quindi la crescita economica) fra dieci anni?
Per rispondere a queste e ad altre domande alle quali ogni azienda vorrebbe saper rispondere, rimanere aggiornati sui temi in trend è un buon punto di partenza.

Tra i temi caldi dei quali si è parlato in questi ultimi mesi e che continueranno ad essere sul tavolo per i prossimi mesi, sicuramente la green economy e le scelte ecosostenibili è quello più importante.

La “green attitude”

 

In un mondo in continua evoluzione per effetto dei grandi cambiamenti climatici i cui effetti sono ormai sotto i nostri occhi, i brand devono andare oltre alle classiche leve del marketing: una di queste è sicuramente il Green Thinking.


L’estrema attenzione per le tematiche ecologiche ed ambientali sta trasformando, dal basso, il modo in cui le aziende comunicano. A Greta Thunberg, la giovane attivista che ha dato il via alla marcia per la tutela del pianeta (famosissimi i suoi fridays for future), hanno risposto milioni di ragazzi che sono scesi nelle piazze di tutto il mondo per protesta.

L’aspetto eco-sostenibile rappresenta un elemento imprescindibile non solo nelle iniziative di marketing e comunicazione, ma anche in tutta l’azienda. Non basta una “ripulita” al brand per essere green: ciò che i ragazzi chiedono è un cambiamento radicale e culturale che deve andare ben oltre la facciata e deve essere sostenuto e dimostrato concretamente.


E’ in corso una vera e propria transizione verso un mondo più verde, nel quale l’attenzione al riciclo, all’impatto ambientale e alla provenienza delle materie prime utilizzate per la produzione assieme al rifiuto della plastica usa e getta, sono diventati capisaldi per questa Generazione Green.

La “generazione Greta” usa Ecosia, un motore di ricerca ecologico lanciato nel dicembre 2009 e nato in partnership con Bing (di proprietà Microsoft), Yahoo e WWF (solo quello tedesco), che ha l’obiettivo finale di proteggere migliaia di ettari di foresta amazzonica. Ecosia.org dichiara infatti di finanziare con l’80% dei propri ricavi, un progetto WWF che mira a proteggere la foresta pluviale nel Juruena National Park in Amazzonia. Sul sito del motore di ricerca si legge infatti che ogni volta che un utente effettua una ricerca, vengono “salvati” mediamente due metri quadrati di foresta pluviale. Ma solo recentemente il motore Ecosia ha visto un boom di download da parte dei ragazzi.

L’attivismo sul tema green si esprime anche nella scelta di sostituire le bottigliette di acqua minerale con le borracce di acciaio, soluzione adottata anche in molte scuole ed università: o ancora, nella diffusione di App come Treedom, l’unica piattaforma web al mondo che consente di piantare un albero a distanza e di seguirne la crescita on line. O come To Good to Go, un’app contro lo spreco alimentare che consente di acquistare cibo in botteghe e ristoranti che altrimenti finirebbe nella spazzatura. 

La svolta green ha effetti sull’economia?

 

Siamo di fronte ad un nuovo tipo di consumatori. Questi ragazzi dettano la linea delle aziende e questo è un fatto importante” Ad affermarlo, Paolo Iabichino – Executive Creative Director di Ogivly and Mather Italia.

Non solo più i giovani, ma tutti gli italiani hanno iniziato a guardare con interesse e attenzione alla sostenibilità: dal 2014 gli italiani che dichiarano di conoscere il significato di sostenibilità sono aumentati del 65%. Questi consumatori green non si limitano ad avere consapevolezza delle tematiche ambientali, ma chiedono un impegno attivo alle imprese.

Il caso “olio di palma” è un esempio di come il marketing e l’industria abbiano subito le pressioni dei consumatori e si siano dovuti adattare alle richieste venute dal “basso”, eliminandolo dai loro prodotti o sfruttando il trend per comunicare di essere “olio di palma free” da sempre. Oggi tre quarti delle merendine a scaffale comunicano, attraverso il packaging, di essere “senza olio di palma”.

La sostenibilità ambientale e sociale alla base delle scelte aziendali

 

E’ necessario dunque che le aziende comprendano che per eccellere devono prestare attenzione non solo agli aspetti economici della propria attività, ma devono farsi (attraverso la loro linea comunicativa) promotrici del cambiamento nei confronti dei problemi sociali ed ambientali, posizionando i collaboratori “in prima linea”.

Ad evidenziare questo delicato mutamento, la ricerca di GreenBiz: 2 giovani su 3 non lavorerebbero per un’azienda che non dimostri impegno nel campo ambientale, mentre l’85% vorrebbe avere l’opportunità di farsi promotore del raggiungimento di obiettivi legati alla Corporate Social Responsibility.

Avere obiettivi aziendali che siano anche ambientali e sociali è il nuovo business e seguire una filosofia green offre indubbi vantaggi competitivi oltre che una legittimazione sociale e un impiego più efficiente delle risorse nel processo di produzione.

Come il retail può essere green

 

Molti retailer italiani, hanno già iniziato a muoversi verso una dimensione più green: lo scorso settembre si è tenuto il PLEF – Planet Life Economy Foundation durante il quale si è discusso su come il largo consumo sia in evoluzione e si stia muovendo verso quelle che sono le principali richieste di un impegno a favore dell’ambiente.

Si tratta solamente di un primo passo, per trovare ispirazione per i prossimi passi da compiere ecco qui un caso studio interessante:

LUSH

Queste icone all’interno del website istituzionale riassumono graficamente la Brand Identity e i valori alla base del business: rispetto per l’ambiente e rispetto per le persone.

Lush sostiene poi le sue idee anche con i fatti, attivandosi concretamente anche a livello politico per le cause in linea con la sua mission: nel 2012, per esempio, ha organizzato una dimostrazione contro gli esperimenti sugli animali e in passato ha devoluto parte dei suoi ricavi all’associazione Plane Stupid, che combatte l’inquinamento da trasporto aereo.

Il target di clienti Lush non sceglie i loro prodotti solamente perchè sono belli da vedere e profumati all’olfatto. Li sceglie perchè crede nei valori che il brand condivide e comunica, trovando nel brand stesso uno specchio delle loro scelte di vita.

Per conoscere altri casi studio dai quali trarre ispirazione o per saperne di più sulla Generazione Green, scrivici una mail!

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